Burundi Bwacu, 01.07.2017, 55°anniversario dell’indipendenza del Burundi. Che significa?

 

B.I.L.SO.C ONLUS

“Burundi bwacu”, così si intitola l’inno nazionale del Burundi, e si traduce “Burundi nostro”. Fu scritto da un gruppo di autori sotto la direzione di Jean-Baptiste Ntahokaja, un prete cattolico. Il suo compositore musicale fu Marc Barengayabo, un altro prete cattolico. Fu adottato come inno nazionale all’indipendenza del Burundi ottenuta il 1 luglio 1962 contro la colonizzazione belga. Ricordiamo che il Burundi era una nazione indipendente dal 17° secolo, una indipendenza che perse dall’invasione e occupazione tedesca nel 1894 e con la successiva colonizzazione belga da dopo la prima guerra mondiale fino alla data dell’indipendenza. A quella data, quindi, si trattava di una riconquista della sovranità politica di circa un secolo prima.

A parte la sua melodia meravigliosa, molto profondo e pieno di fierezza nazionale è il contenuto del nostro inno. Tanto per dire, non tutti gli inni africani sono nella lingua locale. Il nostro è in Kirundi, la nostra lingua nazionale che unisce tutto il paese (parlata da 100% della popolazione). La lingua unica per il popolo è cultura e fierezza di una nazione.

Ci proponiamo qui di pubblicare la canzone in musica (audio) e in testo nella nostra lingua e in italiano (almeno ci proviamo, ahimè si sa bene che tradurre è tradire, parafrasando i latini).

Questa festa del 55° anniversario della nostra indipendenza arriva nel momento buio nella vita socio-politica del nostro paese. Mentre il partito al potere e l’opposizione perseverano nelle loro accuse reciproche a distanza senza nessuna luce nel fondo del tunnel di un possibile ritorno nella normalità, circa mezzo milione di Burundesi vivono nei campi profughi nei paesi limitrofi in condizioni disastrosi. Fonti indipendenti autorevoli parlano di un migliaio di morti, centinaia di spariti nel nulla, migliaia di arrestati, torturati ed imprigionati, etc. Mentre l’economia del paese è in rosso su tutti i parametri, milioni di Burundese vivono nella miseria.

Una domanda a nostro parere legittimo: è questo il Burundi indipendente che abbiamo voluto e vorremmo? A te Burundese di darti una risposta. Noi, Burundesi d’Italia per la Legalità e la Solidarietà Civile – B.I.L.SO.C ONLUS, non ci stiamo. Continuiamo a credere che la maggior parte dei nostri compatrioti sono come presi in ostaggio. Tentiamo giorno per giorno a costruire una comunità unita negli ideali della pace, legalità e solidarietà, ideali degni di un Burundi indipendente, così come lo voleva Rwagasore Louis e suoi compagni, i nostri eroi nazionali.

Buona festa a tutti i Burundesi del Burundi, d’Italia e di dovunque ci sono!

 

Burundi bwacu (testo in Kirundi) Burundi nostro (testo in italiano, trad. libera)
 

Burundi bwacu, Burundi buhire,

Shinga icumu mu mashinga,

Gaba intahe y’ubugabo ku bugingo.

 

Warapfunywe ntiwapfuye,

Warahabishijwe ntiwahababuka,

 

Uhagurukana, uhagurukana, uhagurukana, ubugabo urikukira.

 

Komerwamashyi n’amakungu,

Habwa impundu nabawe,

Isamirane mu mashinga, isamirane mu mashinga,

 

Burundi bwacu, ragi ry’abasokuru,

Ramutswa intahe n’ibihugu,

Ufatanije ishaka n’ubuhizi;

Vuza impundu wiganzuye uwakuganza uwakuganza.

Burundi bwacu, nkoramutima kuri twese,

Tugutuye amaboko, umitima n’ubuzima,

Imana yakuduhaye ikudutungire.

Horana ubumwe n’abagabo n’itekane.

Sagwa n’urweze, sagwa n’amahoro meza.

 

 

Burundi nostro, Burundi felice,

Prendi posto nel concerto delle nazioni,

Erigi l’uomo secondo la tua giustizia,

 

Fracassato non sei morto, non sei morto,

Disorientato, sei rimasto sereno,

 

Orgogliosamente ti alzasti e riconquistasti la tua sovranità.

 

Ricevi l’applauso dalle Nazioni,

Senti le grida gioiose dai tuoi figli,

Udibili in tutto il mondo, monti e valli,

 

Burundi nostro, sacra eredità dei nostri antenati,

Sii riconosciuto degno dalle nazioni,

Unisci volontà e bravura,

Inneggia ora che hai ritrovato la tua libertà contro l’oppressore,

Burundi nostro, che tutti i noi amiamo,

Ti consacriamo le nostre forze, i nostri cuori e le nostre vite,

Iddio che te ce l’ha concesso ti preserva sempre,

Unità e uomini integri e pace per sempre,

Felicità e Pace ti invadano.

 

 

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Una giornata culturale e solidale della BILSOC a Torino il 3 dicembre 2016. Un’esperienza da rifare !

Si è svolta a Torino una « Giornata associativa e culturale » della B.I.L.SO.C ONLUS questo sabato 3-12-2016. Una giornata tra « Danza, musica e poesia » ! Vogliamo porgere i nostri ringraziamenti a chi di dovere ma anche esplicitare il senso di questa giornata. Concluderemo facendo appello agli animi che hanno a cuore un mondo più umano e più giusto ad allearsi alle nostre iniziative di solidarietà.

I nostri ringraziamenti:

Un primo sentito grazie va al Centro interculturale di Torino che ci ha ospitati e al Comune di Torino che ci ha dato il suo « patrocinio », senza dimenticare il Centro Piemontese di Studi Africani – CSA – per il suo supporto. E’ chiaro che la nostra giornata non sarebbe stata così meravigliosa se non ci fosse l’importante partecipazione dei Torinesi e Piemontesi, a cui va ugualmente il nostro grazie. Grazie naturalmente ai nostri bravi « tambourinaires » venuti da lontano; un applauso speciale ai nostri soci (grandi e piccoli) che hanno rallegrato la nostra giornata con danze e poesie.Una esperienza senza dubbio da rifare, vedremo quando e come !
E’ solo l’inizio. Continueremo con queste iniziative perché la causa è nobile: incontro tra di noi e con il popolo italiano che ci ospita nonché la raccolta fondi per aiutare i nostri concittadini nei campi profughi nei paesi limitrofi. Il ricavato sarà devoluto alle giovani vedove e donne del Campo profughi di Nakivale in Uganda.

Che senso ha questa giornata ?

Il nostro paese, il Burundi, soffre da aprile del 2015, di una grave crisi politica. Una crisi che ha costato la vita a centinaia dei nostri concittadini, ha ingiustamente portato in prigione migliaia di loro dove subiscono torture di ogni genere e vivono in condizioni disumane, ha costretto centinaia di migliaia di rifugiati nei paesi limitrofi.
Noi, dell’associazione dei « Burundesi d’Italia per la Legalità e la Solidarietà Civile – B.I.L.SO.C ONLUS », in vesti di una delle forze vive della nostra nazione, abbiamo deciso di non incrocciare le braccia e di dare il nostro contributo nei limiti del nostro Statuto. Crediamo che la lunga strada verso la pace, la libertà, la legalità e la dignità umana necessita una lotta a più livelli. Una delle lotte a cui incombe la nostra responsabilità è quella di non lasciare da soli i nostri concittadini vittime di questa situazione, quelli rimasti nel paese e quelli costretti all’esilio.
Proprio a questi ultimi abbiamo dedicato la giornata del 3-12-2016. In particolare, la nostra associazione ha deciso di aiutare le giovani vedove e i loro bambini del Campo dei profughi di Nakivale in Uganda. Riuscire ad accendere un sorriso a queste categorie deboli dandole un piccolo capitale per iniziare una attività generatrice di reddito per renderle autonome e capaci di mantenere i propri figli è la nostra missione. I problemi politici finiranno, ma ci dobbiamo preoccupare di riportare a casa tutti i nostri concittadini nelle condizioni accettabili.
Un’altra ragione è che crediamo che bisogna mantenere viva la nostra cultura, patrimonio comune del popolo del Burundi, quello che di caro dobbiamo custodire per sperare un indomani di riconciliazione e di pace. Anzi, dobbiamo far si che i nostri figli si sentano sempre figli del Burundi, nonostante la distanza.
Non da ultimo, come dal nostro Statuto, abbiamo la missione di coltivare l’amicizia e la solidarietà con il popolo italiano che ci ospita. Uno dei modi per ravvicinarci ad esso e dialogare è lo scambio interculturale. Questo perché siamo convinti che il ravvicinamento dei popoli è uno degli elementi che rendono il mondo più pacifico e più sicuro.

Appello alla solidarietà:

Facciamo appello a chi crede nell’umanità e nella fraternità tra i popoli di volere sostenere le nostre iniziative di solidarietà. Il bene salverà il mondo, l’indifferenza è complicità all’egoismo.

Come contribuire ?

Mandando un bonifico al conto corrente dell’associazione :

BANCA PROSSIMA C/C N.1000/00145041
IBAN:IT81V0335901600100000145041
Causale : Contributo solidarietà B.I.L.SO.C ONLUS

Gli Eurodeputati italiani sosterranno a Settembre la mozione sul Burundi all’iniziativa di Marie Arena al Parlamento Europeo?

Nei suoi Pensieri, il filosofo francese Blaise Pascal diceva : « il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce ». E noi diremmo, « la « politica » ha le sue ragioni che la ragione non conosce ». Vorremmo parlare in particolare de la politica europea, senz’altro non l’unica, il male della politica avendo colpito tutte le sue sfere nel mondo di oggi. Che contraddizione, però ! Il Burundi si trova sotto sanzioni dell’unione Europea dal 14 marzo 2016 « a seguito della rielezione contestata del presidente Nkurunziza e delle molteplici violazioni dei diritti umani dal suo potere ». Ciò non impedisce alla Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo a dare il suo via libera ad un Accordo commerciale con un governo palesemente illegale. E la coerenza politica dov’è ? E Marie Arena, l’eurodeputata belga, di interrogare i suoi colleghi : « Come volete poter far pressione su un paese, se gli dite « Non rispetta i diritti umani, però non si preoccupi lo stesso, continueremo a fare commercio con te » ». Crediamo questo sia una delle cause per cui il continente africano non evolve in democrazia e nel rispetto dei diritti umani. Gli interessi di quelli che che hanno i mezzi per far pressione (i paesi africani dipendono dall’UE per circa 60% del budget statale annuo) prevalgono su ogni cosa. E ciò vanifica tutte le iniziative di riscatto civile tese ad evolvere verso una maggiore democrazia e maggiore civiltà in loco. Speriamo almeno che gli eurodeputati italiani sosterranno l’iniziativa della loro collega belga per « bloccare la procedura (dell’Accordo commerciale) » durante il voto del prossimo Settembre al Parlamento Europeo.

B.I.L.S.O.C ONLUS

UE: polémique autour d’un accord commercial avec le Burundi

Message de l’association B.I.L.S.O.C: Burundais d’Italie pour la Légalité et la Solidarité Citoyenne, à l’occasion du 54ème anniversaire de l’Indépendance du Burundi.

Chers compatriotes,

Plus d’une année déjà de crise politique et de souffrance sans nom suite à un troisième mandat présidentiel controversé! En ce 54ème anniversaire de l’indépendance, l’association B.I.L.S.O.C, Burundais d’Italie pour la Légalité et la Solidarité Civile, saisit l’occasion pour vous souhaiter une bonne fête et pour vous exprimer ses sentiments de solidarité et de compassion en ce moment difficile. Elle vous encourageant à résister dans la dignité comme l’ont fait nos pères pour l’indépendance autour du Prince Louis Rwagasore.

“Warapfunywe ntiwapfuye” (Le Burundi, froissé, mais pas mort!)

Une vérité qu’on retrouve dans notre hymne national, pas un simple slogan. L’histoire du Burundi est jalonnée par des atteintes à son intégrité et cela du fait des ennemis tant internes qu’externes. Du point de vue interne, les traîtres comme Maconco et Birori, pour ne citer que ceux-là, n’ont pas pour autant été capables de plier le pays ou de le détourner de ses objectifs de sauvegarde de la nation. Du point de vue externe, ni les esclavagistes arabes (les fameux Rumariza) auparavant, ni les même colonisateurs allemands d’abord, belges ensuite n’ont réussi à plier le nationalisme burundais. Au contraire, la conscience nationale et la vaillance de ses fils n’ont fini de donner du fil à retordre à ses ennemis. “Froissé” oui, mais “pas mort”. Le peuple burundais dans son ensemble a démontré son attachement aux valeurs d’Ubushingantahe et d’amour de leur pays. Il a toujours su protéger la nation burundaise contre toutes les vélleités tendant à détruire sa cohésion sociale et territoriale.

Uburundi bwamyemwo abagabo! (Le Burundi, pays de vaillants!)

Les Burundais des temps de l’invasion européenne ont inculqué les valeurs de la résistance à leurs filles et fils. Rwagasore et ses compagnons guidèrent la lutte contre le colon. Ils obtinrent gain de cause grâce à l’unité des Burundais et notre pays accéda à l’indépendance le 1er juillet 1962. Néanmoins, au moment même où la lutte pour l’indépendance se faisait rude et la bataille pour la liberté voyait son aboutissement proche, des intrigues, des rivalités et des traîtrises entre burundais commencèrent à se manifester et le Prince Louis Rwagasore fut assassiné. Même si la lutte ne s’est pas pour autant arretée, ce fut un mauvais départ dans l’histoire politique de notre pays. Les conséquences de ces violences ont marqué toutes les générations jusqu’aujourd’hui. Les signataires de l’Accord d’Arusha ont si bien souligné que “durant la période précoloniale[…] il n’y a pas eu de conflit à caractère ethnique […]” (Chap.I, art.1, 3). Ils ont reconnu que la destruction de l’unité et de la cohésion nationales fut entretenue par les colons dans le but de “diviser pour régner” et que grâce au “leadership charismatique du Prince Louis Rwagasore et de ses compagnons [on] a évité au Burundi de plonger dans une confrontation politique fondée sur des considérations d’ordre ethnique[, on a accédé] à l’indépendance dans la paix et la concorde nationale” (chap.I, art.2, 10).
Depuis l’indépendance, les signataires de cet Accord “reconnaissent que des actes de génocide, des crimes de guerre et d’autres crimes contre l’humanité ont été perpétrés […] contre les communautés ethniques hutu et tutsi au Burundi” (Chap.I, art.3, 3).

L’association B.I.L.S.O.C se réjouit néanmoins qu’après 40 ans de violences cycliques, les Burundais, à travers l’Accord d’Arusha, aient compris que ce n’est pas l’ethnie qui tue, mais un mauvais pouvoir. Par ailleurs, au chapitre I, art.4,a de ce même Accord, les Burundais ont convenu que la nature du conflit burundais est “fondamentalement politique avec des dimensions ethniques extrêmement importantes”.
Ces violences cycliques ont toujours été ponctuées par des moments de sursaut national des Burundais qui, malheureusement, proposaient des solutions éphémères. Si non, personne n’aurait cru qu’après seulement quinze ans après la signature de l’Accord de paix et de réconciliation d’Arusha, le Burundi serait retombé dans les mêmes violences. Nous osons croire que tout n’est pas encore perdu, les Burundais sauront s’en tirer comme autrefois parce que “Uburundi ntibuzigera bugenda akagirire”, comme l’ont toujours affirmé nos encêtres.

Exhortations

C’est pourquoi la B.I.L.S.O.C a décidé de prendre la plume afin d’exhorter toutes les parties prenantes au conflit qui secoue le Burundi depuis le 26 avril 2015, au lendemain de la 3ème candidature illégale de Pierre Nkurunziza. Personne ne peut faire semblant de ne pas s’alarmer devant un millier de burundais morts, des centaines de milliers de réfugiers, des milliers de compatriotes emprisonnés pour mobiles politiques et d’opinion, d’innombrables gens disparus et d’autres torturés, … Un sursaut national s’impose de part et d’autre comme nous en avons démontré la capacité de par le passé. Toutes les parties en conflit doivent faire preuve de l’amour du Burundi et des Burundais en abandonnant toute logique de confrontation et en privilégiant l’esprit du dialogue pour la paix, l’unité et la réconcilation nationale.

Nous rappelons que les textes fondamentaux qui régissent la République du Burundi contituent un rempart qu’il serait hasardeux de détruire sans risquer de compromettre la paix et la sécurité chèrement acquises. Notre association B.I.L.S.O.C ne menagera aucun effort pour exhorter tout un chacun d’oeuvrer dans le strict respect de la légalité.

Nous demandons plus particulièrement à ceux qui tiennent les rennes du pouvoir:
-d’éviter tout discours visant à diviser le peuple burundais à des fins politiques;
-d’arrêter la terreur, la persécution des opposants politiques et les exécutions extra-judiciaires;
-de cesser leur acharnement contre les enfants, écoliers et élèves. Leurs agissements erigés à tord en infraction au sens du code pénal burundais par le pouvoir en place sont sans nul doute le reflet du mal qui ronge la société burundaise actuelle. Ils expriment leur sentiment de malaise de leur manière comme tous les enfants du monde dans des situations pareilles. Par conséquent, leur place n’est pas dans les prisons mais à l’école.
-d’arrêter immédiatement la traite humaine des filles et femmes burundaises, de démenteler ce réseau mafieux et criminel et de ramener celles déjà vendues.

En vue de résoudre le conflit politique actuel, nous soutenons les initiatives du médiateur Benjamin Mkapa qui visent à résoudre le conflit actuel burundais par le dialogue inclusif entre toutes les parties prenantes.

Nous apprécions l’effort fourni par la Communauté internationale: les Nations Unies, l’Union Africaine, l’Union Européenne, la Communauté de l’Afrique de l’Est, qui continuent à assister les Burundais pour surmonter la crise actuelle. Nous les exhortons à ne pas s’en lasser jusqu’au recouvrement total d’une paix durable.

Aux Burundais, nous demandons de ne pas désespérer, de rester unis et solidaires dans la recherche de la paix et la concorde nationale.

Fait en Italie, le 30 juin 2016

Pour la B.I.L.S.O.C
Leonce Maniriho
Président

bilsoconlus@gmail.com